Questo romanzo di Jenny Wingfield è stato puramente accidentale. E' tutto cominciato perchè mi sono messa in testa di cominciare a frequentare la Scuola di Archivistica e per arrivarci passerei SEMPRE davanti alla Mondadori. Ma sempre sempre. Fuori c'erano i promoter, così ho fatto la tessera alla Mondadori e ho comprato due libri. Tra cui Una mano piena di nuvole. Era il libro migliore nello scaffale di quelli a prezzo più basso (avevo dietro solo otto euro) e il promoter, carinissimo, mi ha fatto scegliere per tutto il tempo che avrei dovuto impiegarci. Così, nascosto dietro ad altri libri meno appetibili di argomento melenso o erotico o saggistico, ho trovato il faccino simpatico della bimba della copertina.
La copertina non era male, il titolo neppure, e così mi sono trovata in mano questo libro. La storia è soprattutto su Swan Lake, figlia di un pastore metodista momentaneamente disoccupato. Per questo si sono trasferiti dai genitori della sua mamma, che ospitano anche uno zio con la moglie. So che alla fine la storia è incentrata su Swan che prende in simpatia Blade, il figlio di un addomesticatore di cavalli senza scrupoli verso uomini o animali, salvandolo ripetutamente dal padre. So che buona parte del libro è fantastico solo per i nomi dei personaggi: Swan (=cigno), Blade (=lama). Winnadee (di etimo incerto), Ras Ealtri. Ma la parte migliore è lo zio Toy che occupa la pole position per la figolandia alè alè di tutto il libro. Chi non ama zio Toy non ama me.
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