Non amo i libri storici che parlano di persone vere o comunque presentate come tali. A meno che non siano diari - e i diari tendono a essere molto noiosi, se non si è appassionati al genere e disposti a sorbirsi i giri mentali di un'altra persona - non li ritengo plausibili. Insomma, puoi fingere di essere una persona storicamente vissuta, che ha sofferto e parlato e mangiato e pianto e respirato, ma non potrai mai sapere che cosa ha realmente pensato o provato. La storia di Yukiko purtroppo appartiene a quel genere di libri che ti costringono a leggere per scuola. Ci sono persino delle tracce per temi alla fine del libro! E' stato scritto da Camilla Salvati e risale al 2004. Sono poco più di 90 pagine e lo si legge in mezz'ora.
Ammetto di averlo letto solo perchè mia sorella ne aveva decantato le lacrimevoli proprietà e io talvolta sono tanto masochista da volermi commuovere grazie a un bel libro scritto bene. La vicenda di Hiroshima e Nagasaki è terribile. In casa abbiamo un altro libro sull'argomento, che io evito accuratamente di leggere nei miei giorni della luna per evitare di allagare casa e di consumarmi gli occhi a furia di lacrimoni. E' oggettivamente terribile. Il fatto poi che mia sorella ne sia rimasta commossa senza avere particolari ormoni in circolo mi aveva incuriosita ancora di più. E. Invece. No.
La storia di Yukiko è triste, anche perché uno sa già che, 99 casi su 100, se leggi una storia sull'atomica, qualcuno alla fine muore, di solito il/la protagonista. Il problema è che il libriccino in questione è scritto male. Ci sono errori di stampa. Ci sono palesi orrori di ortografia, come "cigliegio". Per parecchie pagine ho pensato che fosse stato scritto subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, dato l'uso di parole che, bene o male, tendevano all'arcaismo, e invece no. Poi ho creduto che lì dove erano presenti simili errori l'autrice cercasse di ricreare il linguaggio sconnesso della protagonista, che è giovane e ci mette metà libro a morire. La tesi funziona solo fino a un certo punto, cioè quando, molto in teoria, da quello che ho capito, sono riportate delle pagine dal diario che Yukiko scrive non appena si riprende dall'esplosione.
E' una storia pacifista, e molto. Piacerà a chi si vuole nutrire di viaggi mentali di un'europea su un disastro tragico vissuto da persone di mentalità e cultura orientale.
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