La parte più commovente ha a che fare con i ricordi di Robert sulla moglie e sulla figlia, quest'ultima morta per prima e bruciata secondo i dettami delle prime precauzioni prese contro la malattia, mentre la moglie di Robert, dopo essersi ammalata e aver cessato di "vivere", e dopo che lui aveva provato di seppellirla invece di cremarla, era tornata a casa. Eheheh, scherzetto: "Amore, sono a casa!". Richard Matheson scrive bene. E' secco, aspro, e non lascia niente al sentimentalismo. Il lieto fine non esiste. Robert muore deluso, perchè, pur vivendo all'insegna del "Chi di speranza vive, disperato muore", si rende conto di essere diventato alla fine una Leggenda, allo stesso modo dei vampiri, considerati appartenenti al mondo delle favole e dei romanzi.
Robert Neville è comunque un mito, perchè è cattivo e sospettoso per necessità, pur mantenendo abbastanza umanità da commuoversi per un cane (NON E' COME NEL FILM!!!! E' DECISAMENTE MOLTO PIU' COMMOVENTE NEL LIBRO!) e per tremare ancora una volta quando crede di non essere l'ultimo uomo sulla faccia del pianeta. Noi siamo Robert Neville.
PS. Ultima informazione a proposito del libro: Matheson lo scrisse NEL 1954! Ed è ambientato a partire dal 1976! Quest'uomo è stato un genio (è morto nel 2013).










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