giovedì 9 aprile 2015

#28: Io sono Helen Driscoll

Il fatto che Richard Matheson sia l'autore di Io sono Leggenda non ha nulla a che fare col fatto che sono andata a cercare un po' di bibliografia nel catalogo della biblioteca più vicina e mi sia precipitata a controllare se era disponibile. No. Assolutamente nulla.
  Molte volte gli scrittori americani del periodo d'oro di Matheson scrivono il capolavoro, che diventa famoso e per cui ci fanno un paio di film, e poi basta. Non riescono più a produrre altre opere che siano degne di quel libro che hanno scritto in un momento di estasi. Credevo che Io sono Leggenda fosse uno di quei libri miracolo. E invece Io sono Helen Driscoll è sullo stesso livello. Prosa secca, lineare, ritmi spezzati, atmosfera onirica e prosastica quanto serve, da incubo perfetto: insomma, un po' come quando, all'inizio di un sogno che diventa inquietante, sai che NON E' REALE, ma cerca in tutti i modi di convincerti che lo sia. Io adoro questa sensazione. Significa che il lettore riconosce il confine fra fantasia e realtà, ma il suo cervello gli fa lo scherzetto di non avvisare della differenza la sede della paura.
  Io sono Helen Driscoll parte da un discorso sull'ipnosi, si concentra sulle potenzialità del cervello umano e si conclude con un thriller gotico su fantasmi e premonizioni di morte. Mi è sembrato quasi di vedere quel fil con Nicolas Cage sulla fine del mondo, con tutti quei numeri. Sai come andrà a finire, non lo sai. Ti senti terrorizzato dall'idea di come potrebbe andare avanti, sei confortato dalla trama della storia. Vuoi leggere, non vuoi leggere. Ehi, bel libro.

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