lunedì 6 aprile 2015

#25: Cose Fragili

Io credevo di amare Neil Gaiman e si suoi libri. Insomma, persino il concetto di base di American Gods mi è piaciuto.
  Indagando un po' in giro su blog letterari, ho scoperto di non essere l'unica ad aver ricevuto una notevole delusione da questo libro. La presentazione era perfetta. Era un' antologia, il fior fiore del talento gaimiano, a metà fra il gotico, il realistico, il fantastico, insomma tutto ciò di evocativo che può piacere alla mia generazione. Ho letto il primo racconto con entusiasmo. Sherlock! Che non è veramente Sherlock! In un mondo non esattamente da Sherlock ma praticamente uguale! I racconti in poesia sono stati quelli che mi sono piaciuti di più. Tuttavia molti racconti mi sono scaduti nel volgare. Insomma, quello ambientato nel mondo di Matrix era carino, se conoscevi già la storia. E' più facile immaginare qualcosa di fantascientifico quando l'hai già visto. La storia su Susan Pevensie è stata assolutamente sbagliata. Non si fanno certe cose. Non è giusto stravolgere le cose ambientate in un mondo per bambini aggiungendo del sesso soltanto per darci la patina da "roba per adulti". E' volgare. C'è modo e modo di rielaborare i miti.
 Mi aspettavo una storia come American Gods, cioè un seguito della storia di Shadow, ma nemmeno le storie sul genere Il figlio del Cimitero sono state soddisfacenti. E' troppo chiedere un florilegio gaimiano senza sesso? Ahimè, rischio di rimanere a bocca asciutta per le mie prossime letture.


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