L'autore è Albert Espinosa. Non so come gli piacerebbe essere presentato. Da quello che ha scritto, può darsi che "scrittore, regista, autore di teatro e televisione" o "ex malato di cancro" gli vadano discretamente stretti, come titoli. Magari, se lo chiamo "giallo", si sentirà lusingato o, almeno, sorriderà. O, meglio, amarillo, per quello che la mia conoscenza dello spagnolo mi permette. Alla nascita si è trovato una gamba in più, un polmone in più e un pezzo di fegato in più. Il cancro l'ha aiutato a liberarsene. Braccialetti rossi non è un libro autobiografico in senso stretto. Non è la ricetta di come ALBERT ESPINOSA HA SCONFITTO IL CANCRO! E' una specie di ricetta di vita. Insomma, un po' di respiro qua, fai battere il cuore là, qualche attività linfatica e il gioco è fatto. Più o meno. Sono consigli, a prescindere dal fatto che uno abbia avuto il cancro o meno. Lui ha imparato cose quando ha avuto il cancro, non perchè ha avuto il cancro. I consigli sono molto esistenziali. Credo che come libro potrebbe essere paragonato a Un'imperiale afflizione, ma senza la parte romanzata. Good Work, Albert. Anche se la cosa degli amarillos è troppo personale perchè diventi universale (magari i miei sono blu-arancione, cioè bluanci), è comunque un libro di liste e concetti semplici, lineari. Non ho capito bene il rapporto dei braccialetti di colore rosso con il libro, ma mai giudicare la copertina dal libro. Buona lettura!
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)










0 commenti:
Posta un commento