venerdì 27 febbraio 2015 0 commenti

#12: Orlando

E ora parliamo di Orlando di Virginia Woolf. Non che me ne importi un granchè del fatto che Orlando prima sia un uomo e poi una donna, il che purtroppo è la parte più interessante dell'intera storia. Avevo già provato a leggere Mrs Dalloway di V.W., non l'avevo trovato nè troppo nè troppo poco noioso. Qualcosa di estremamente simile all'Ulysses. Ma vabbé. Ho troppo rispetto della sacra carta stampata per poter saltare le pagine. Orlando è universalmente riconosciuto come un'opera satirica. Prende in giro qualcosa come tre secoli. Amen. Purtroppo mi sono spoilerata tutto il libro leggendo l'introduzione e alla fine la cosa non mi ha preso più di tanto.

mercoledì 25 febbraio 2015 0 commenti

#11: Cercando Alaska

Ho fatto le ore piccine picciò per poter finire questo libro entro ieri pomeriggio. L'ho finito ieri sera tardi, tipo stamattina molto presto. Non. Ne. E'. Valsa. La. Pena. Mi dispiace. John Green è uno di quegli scrittori per giovani adulti che mi piacciono, e anche abbastanza. Insomma, su Colpa delle Stelle ho pianto. D'accordo, i giorni della luna e tutto il resto, però John Green è uno di noi. Ha cominciato dalla radio e da un vlog. Teorema Catherine mi è piaciuto. Anche Città di Carta (che dovrebbe essere una lettura obbligatoria nel periodo fra adolescenza e giovinezza e maturità. Sul genere Ravensburger, dagli 0 ai 99 anni.). Ma Cercando Alaska mi ha deluso. Troppo mentale e troppe risposte semplici a quesiti troppo grandi. Avanti, scrivere un romanzo per giovani adolescenti non è scrivere il primo pompino di un sedicenne o le ubriachezze semi-moleste di un gruppo di giovani al college. Non è descrivere una scopata da vestiti o la visione di un porno con intenti femministi. Non è un accidenti di niente tutto questo.
Allora, con (poco) ordine: 
  1. E' il primo libro mai scritto da John Green (o mai pubblicato, per amor di precisione). 
  2. La protagonista ha problemi seri ma non ne parla con nessuno per tirarsela (secondo il mio modesto parere, perchè ognuno in casa sua ha le sue rogne, ma se non hai il coraggio almeno di fingere che non esistano oppure non vuoi affrontarle con i tuoi amici -perchè tu, almeno, gli amici ce li hai- allora benvenuta nel grande gruppo delle vergini suicide. Il che non si applica molto ad Alaska per ovvie ragioni. Meglio: il gruppo delle ragazze-che-hanno-un-ragazzo-che-amano-ma-flirtano-con-l'-intero-genere-maschile.)
  3. I suoi amici reagiscono alla grande, specialmente il Colonnello, ma sono tutti delle persone egocentriche che se la tirano anche loro. Insomma, una va in un certo gruppo di amici perchè il simile scioglie il simile etc.
  4. Il punto 4 non esiste, semplicemente perchè mi aspettavo una cosa, avendo letto gli altri libri di John Green, ma ieri è stata una brutta giornata, la mia autostima ha subito dei cali paurosi e le mie letture ne risentono.
Resta comunque il fatto che questo è il primo libro di JG e francamente questo lo giustifica. Le cose migliorano man mano che si ha sempre maggiore esperienza, ma io non credo che rileggerò Cercando Alaska. Non ne vale la pena.


martedì 24 febbraio 2015 0 commenti

#10: L'oceano in fondo al sentiero

Una delle mie maggiori pecche durante questo periodo di Quaresima è che non posso guardare serie televisive al portatile. Niente fino a Pasqua con l'eccezione del sabato pomeriggio e della domenica (e il fine settimana scorso ho letteralmente divorato la prima stagione di Broadchurch!). E allora, visto che devo riempire i buchi, devo trovarmi qualcos'altro da fare. Suono il pianoforte. Scrivo e leggo per la tesi (che, per intendersi, è quasi finita, grazie alle stelle!). E faccio razzie in biblioteca. La bibliotecaria, la Cristina, mi conosce e penso che abbia un atteggiamento ambivalente nei miei confronti: io sono quella che dà ripetizioni in biblioteca nella sala studio, che quindi fa rumore anche se sta attenta a non disturbare nessun altro utente. Però sono anche quella che prende quasi una decina di libri al mese, se li legge e li riporta indietro.
Ieri è stato uno di quei giorni: ho preso qualcosa come quattro libri in prestito, con due già a casa, e grazie al cielo il massimo è 10! Uno di questi è 'L'oceano in fondo al sentiero', di Neil Gaiman.

Io adoro Gaiman. Gaiman dei romanzi, Gaiman dei fumetti, Gaiman della tv. Mi piace come scrive e mi piacciono le storie che racconta. 'L'oceano in fondo al sentiero' è la storia di un tipo che torna al villaggio d'origine dopo anni per un funerale. Ha del tempo da perdere e si fa un giro panoramico per i luoghi della sua infanzia e arriva allo stagno, che in realtà è un oceano. E ricorda. Questa è un accidenti di storia coi controfiocchi sulle Morrigan o cosa cavolo pensate che siano le tipe di casa Hampstock e una cattiva affamata di sesso che è quasi giustificata in quello che fa perchè vuole rendere felici le persone e bistratta solo la 'porta' tramite cui è arrivata, cioè il protagonista. Ci sono cattivi più cattivi della cattiva, ma neanche loro sono veramente cattivi, perchè fanno ciò che è nella loro natura fare. E il protagonista uccide una delle Hampstock e non se lo ricorderà mai per colpa di un incantesimo. Insomma, è come mangiare qualcosa di gustosissimo e sapere che ti lascerà un po' di amaro in bocca. E la storia somiglia in parte a Coraline, ma dopotutto Gaiman è Gaiman e in qualche anno non cambi.
PS. Prossima lettura gaimaniana: Cose Fragili (se lo trovo e se il prestito è disponibile!).
giovedì 12 febbraio 2015 0 commenti

#9: La Trilogia della Fondazione

Ok, lo so che devo scrivere la tesi e leggere i libri di autori interessanti come Alberto Ricciardi o comunque navigare fra editori improbabili su Google Libri in cerca di libri inesistenti (addirittura ho trovato, di un numero di una rivista, la Mediaeval Academy of America, una versione anteriore di due secoli circa alla reale pubblicazione...). Evidentemente, non lo sto facendo. Però ho letto tutta la Trilogia della Fondazione di Asimov, senza tuttavia i due prequel e i due sequel. Credevo che fosse una palla pazzesca, mi aspettavo una noia mortale a causa dell'arco di tempo che la narrazione avrebbe dovuto riempire. Mille anni, sul serio? E tutto sulla storia di una parascienza, la psicostoriografia, e sul grande progetto di Hari Seldon. Palloso fin dall'inizio
 E. Invece. No.

Ho letto Cronache della Galassia. Ho letto Il Crollo della Galassia Centrale. Ho letto L'Altra Faccia della Spirale.
                        
E sono completamente convinta che chiunque mi abbia tenuta incollata a qualche centinaio di pagine che parlano solo di avvenimenti cronologici che coprono lo spazio di 400 anni (solo 400, ma forse è meglio così. Devo leggere quelli dopo...) sia UN GRAN GENIO. E la cosa assurda è che ho scelto la Trilogia come lettura da corriera e quindi ci ho messo veramente tanto tempo rispetto ai miei standard di lettura, perchè un po' leggevo in corriera, un po' a casa prima di dormire, un po' mentre stavo dietro a mio fratello mentre faceva i compiti. Ho avuto addirittura un momento di ateismo blasfemo, l'idea malsana, più o meno a metà del Crollo della Galassia Centrale di chiudere il libro e mollare tutto, perchè non riuscivo effettivamente a starci indietro. Ho resistito solo per principio, e mi è andata bene. Ovvio che ci sono dei punti più interessanti, meno interessanti, noiosi, estremamente noiosi, ma è la storia in sè che ti fa pensare che da qualche parte le cose devono finire, bene o male. Nessuno dei personaggi è simpatico, nessuno è antipatico. La storia stessa ti costringe a leggerla, ad affezionarti in un qualche modo perchè vuoi sapere come andrà a finire! E poi, vogliamo parlare delle idee in nuce all'interno della Trilogia? La Psicostoriografia? Volete parlare di psicostoriografia? Be', io ho fatto delle wikiricerche e quest'uomo ha scritto questi libri dal 1951 al 1953. Ne ha sfornato uno per anno, il che è encomiabile, ma lui ha parlato di Psicostoriografia, di Mule, di Seconda Fondazione all'inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso. Scusate se ve lo faccio notare. Lo so, il Novecento ha sempre avuto il pallino, un po' come l'Ottocento, di cercare di analizzare le masse, il loro modo di pensare e di descriverne filosoficamente e scientificamente l'andamento, ma Asimov dimostra, oltre ad aver capito bene come funzionia la massa, quali sono invece le pecche. Branchi di pecore guidati da Individui. E poi, a parte tutte quelle robe alla Dune come l'utilizzo microscopico dell'energia atomica, le armature fatto di campo di forza, il controllo mentale che può essere appreso e il Grande Impero, la Fine-Non Fine. Queste sono tutte cose che io apprezzo, quindi inutile dilungarmi oltre: la Trilogia mi è piaciuta, non ho dovuto prenderla in prestito in biblioteca (anche perchè sembra che mio nonno fosse un accanito lettore di fantascienza in ogni sua forma e anche discreto inventore! E noi abbiamo in mansarda un paio di scaffali pieni dei suoi libri! Stelle Cadenti! L'ultima volta che sono andata su in mansarda da sola mi sono portata dietro coperta e scaldino, perchè fa discretamente freddo, e ci sono rimasta per più di un paio d'ore soltanto a leggere...), la rileggerò a breve. Ah, e io non credo nel Progetto Seldon. Amen.


 
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