lunedì 29 giugno 2015 0 commenti

#54: Teorema Catherine

  John Green è uno di quegli autori per Giovani Adulti che, se letto ad alta voce, può produrre svariati sintomi di emotività: smorfie, ridarella, simpatia, compassione, rabbia, senso di giustizia e altro. La lettura ad alta voce di Teorema Catherine a mia sorella e a mio fratello minore rischia di rovinare i nostri pomeriggi per colpa di fastidiose risatine improvvise e di commenti inopportuni. Questo. E'. Fantastico.


  La saggezza fondamentale di uno scrittore è soprattutto raccontare bene la storia. Sembrerà inutile rimarcare il concetto, ma è così. Una storia può essere splendida e interessante, ma se non la sai raccontare bene, è la fine. Mettiamo un ragazzo prodigio di nome Colin con un forte senso di inferiorità e abbandono, condito con ben diciotto fidanzate di nome Catherine che l'hanno piantato. Aggiungiamo l'amico oriundo libanese, osservante, ciccetto. Mescoliamo con un viaggio in auto relativamente breve. Aggiungiamo ancora un paesino sperduto che produce i cordini interni per assorbenti, una Lindsey e un secondo Colin. E agitiamo. Insomma, giungiamo in un mondo pieno di sitzpinkler, dove un arabo e il suo amico kafir sparano a maiali selvatici e leggono 400 pagine di libro al giorno, ciccialculandosi a vicenda per superare i loro problemi. E il problema fondamentale alla fine è imparare a raccontare bene una storia.

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#53: Immortale Odium

  Ho cominciato a leggere Rino Cammilleri un po' di tempo fa. Nel senso che ho letto L'inquisitore, Il crocifisso del Samurai e ora anche Immortale Odium. Niente male. A me piacciono i romanzi storici e quando poi sono in grado di trovare dei riscontri nella mia (pressochè assente) preparazione storica, sono in brodo di giuggiole. Insomma, un conto è leggere qualcosa che parli di draghi, fate, hobbit e quant'altro, un conto è invece leggere qualcosa sì di completamente inventato ma anche didattico. Facilmente didattico. Insomma, la faccenda del miele e della medicina per Lucrezio. O per quell'altro famoso, della Gerusalemme Liberata. Stesso concetto. Se ti diverti, impari di più e meglio.


  La storia riguarda una serie di assassinii in un tempo volutamente imprecisato dopo la caduta dello Stato Vaticano. Due preti napoletani sono incaricati dell'indagine, ad essi si aggrega un commissario di polizia. La trama è avvincente (se non hai già letto L'inquisitore, però). Gli interventi a capitoli alternati di un misterioso vecchio, in grado di vedere i fili dei burattinai mentre racconta a ignoto interlocutore (ignoto fino alla fine, quando infine viene rivelata l'identità di entrambi questi personaggi), sono forse noiosi se non si è interessati ai misteri sulla carboneria o sulle sette massoniche e le loro attività in Europa. Il libro però vale la sua lettura. Non appena ho i soldi potrei addirittura comprarlo.


domenica 28 giugno 2015 0 commenti

#52: Una mano piena di nuvole

  Questo romanzo di Jenny Wingfield è stato puramente accidentale.  E' tutto cominciato perchè mi sono messa in testa di cominciare a frequentare la Scuola di Archivistica e per arrivarci passerei SEMPRE davanti alla Mondadori. Ma sempre sempre. Fuori c'erano i promoter, così ho fatto la tessera alla Mondadori e ho comprato due libri. Tra cui Una mano piena di nuvole. Era il libro migliore nello scaffale di quelli a prezzo più basso (avevo dietro solo otto euro) e il promoter, carinissimo, mi ha fatto scegliere per tutto il tempo che avrei dovuto impiegarci. Così, nascosto dietro ad altri libri meno appetibili di argomento melenso o erotico o saggistico, ho trovato il faccino simpatico della bimba della copertina.

  La copertina non era male, il titolo neppure, e così mi sono trovata in mano questo libro. La storia è soprattutto su Swan Lake, figlia di un pastore metodista momentaneamente disoccupato. Per questo si sono trasferiti dai genitori della sua mamma, che ospitano anche uno zio con la moglie. So che alla fine la storia è incentrata su Swan che prende in simpatia Blade, il figlio di un addomesticatore di cavalli senza scrupoli verso uomini o animali, salvandolo ripetutamente dal padre. So che buona parte del libro è fantastico solo per i nomi dei personaggi: Swan (=cigno), Blade (=lama). Winnadee (di etimo incerto), Ras Ealtri. Ma la parte migliore è lo zio Toy che occupa la pole position per la figolandia alè alè di tutto il libro. Chi non ama zio Toy non ama me.
 
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