Non. Sono. Morta. E in più ho letto veramente un sacco nell'ultimo anno trascorso da quando non mi sono scordata del mio piccolo diario letterario. Se non mi segnassi su Goodreads tutti quegli accidenti di libri che leggo, starei fresca. In più, sono anche abbastanza certa che a nessuno interessi sapere qualche mio commento o giudizio sui saggi di storia bizantina che mi sono letta per scrivere un saggio sui fabbricanti di sapone del X secolo a Costantinopoli. O qualcosa su Eforo di Cuma, che ha gentilmente infestato i miei incubi a lungo. Comunque. Troppa università e poca voglia.
Ho letto E l'Eco rispose di Khaled Hosseini. Questo è quel tipo di storia umanamente angosciosa da non leggere quando ci si sente emotivamente fragili. Io certamente non ero pronta. Dal punto di vista della trama di per sè,il risultato finale è straordinario: la storia comincia come una grande corda fatta di tanti piccoli fili. Uno pensa che questi fili non si separeranno mai, che la corda rimarrà sempre integra e che niente potrà spezzarla. Invece, l'impensabile. Due anime gemelle si separano, forse per sempre. In realtà, il livello di critica culturale verso la possibilità che qualcosa del genere succeda - è quasi normale e accettato da tutti che Pari venga venduta, e Abdullah non può farci niente - viene affogato nell'immane tristezza della storia. Non c'è soltanto la Grande Tragedia che fa da filo conduttore a tutto il libro, ma le piccole storie meschine di tutti quanti. Un personaggio cattivo diventa tale perchè non gli hanno voluto bene, per esempio. E allora non puoi fare a meno di provare pena, per tutti, perchè sembra quasi che il destino crei tutte le difficoltà, in modo tale che succeda qualcosa anche di irreversibile e terribile, come la morte di un personaggio o come un equivoco durato decenni. E poi, sempre Monsieur Destino decide che è tempo di riannodare le storie, dopo averle distrutte. Quando l'ho letto, praticamente un anno fa, l'ho trovato praticamente consolante. Le angosce degli altri sono un'ottima distrazione.
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