venerdì 23 giugno 2017
#72:L'imprevedibile Piano della Scrittrice senza Nome
Le persone come Vani Sarca, la Scrittrice del titolo, non piacciono a nessuno. Cioè, quasi a nessuno. Io la amo. Credo che sia il personaggio che ho maggiormente amato negli ultimi anni di letture, a parte i miei soliti classici (cioè Luthien Non-giudicatemi Tinuviel, Shadow Moon e Jacob Reckless, aka l'amore della mia vita). Avete presente Sherlock? Sì, quello della BBC, Bumblebee Pumpkinpatch in persona. Bene, fatelo donna. E abbassatelo, ma non di tanto perchè deve indossare delle Doc Martens nere con le borchie. Ed è una femmina. Con un terribile ma adorabile carattere tra l'emo e il geniale e il punk e cita i Creedence Clearwater Revival e fa le magie alla Sherlock di mestiere. Insomma, deve anche somigliare a Lisbeth Salander, ma lei odia che glielo si faccia notare, perchè lei esisteva da ben prima. Tutta la prima parte del libro è terribilmente melensa, tanto che Vani, che racconta in prima persona, lo nota e si schifa da sola. Cioè, accetta tutto il diabete dalla vita e se la ride sotto i baffi. Poi, dopo 👀, le cose vanno in peggio fino all'apoteosi. Ah, e amo il commissario Berganza e anche se è tanto più vecchio di Vani, ma non credo più di tanto, voglio che lui e Vani abitino insieme per sempre e torturino le persone semplicemente a suon di sberle, sarcasmo e cultura. Grazie, alice Basso, per i tuoi doni all'umanità. Continua così.
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