lunedì 3 giugno 2013 0 commenti

# 5: Una bella giornata

Stamattina è stato bellissimo. Mi sono svegliata con l'idea di indossare la gonna - idea che poi ho cambiato nonostante fuori facesse veramente caldo, così, senza motivo - e intorno a mezzogiorno ha piovuto, con tanto di lampi e tuoni. Il genere di cose che io amo.

Comunque, è stato emozionante, anche se ero al chiuso.



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# 4: Why so serious?

Uscire dagli schemi è diventato di moda. Ora uno non può nemmeno laccarsi le unghie di blu cobalto e non può nemmeno girare per strada con abiti più o meno bizzarri e anacronistici che nella mente altrui si è già catalogati come "normali". Sì, normali mia nonna! Nella mente umana avviene un processo che tende ad assorbire all'ambiente normale ciò che invece stona, affrettandosi a ricorrere alla normalizzazione. E così è normale cantare per strada o avere un improbabile taglio di capelli. Puoi dire le cose più strambe e la gente starebbe a sentire come se stessi declamando il Vangelo. Puoi avere strani scatti o compiere le più infinite scelleratezze e dopo il primo istante di sorpresa e magari anche di indignazione finiresti in cronaca in men che non si dica.

giovedì 23 maggio 2013 0 commenti

# 3: Reckless

E...ta-daaaaaaaa! Ieri ho comprato ben due libri, uno per l'università sulla tattica e la strategia di guerra romane e poi uno di Cornelia Funke, quel genio in terra in cui si sono reincarnati un 60% di Andersen e un irresistibile 40% dei fratelli Grimm (più Jacob che Wilhelm, ma pazienza...): Reckless.

Reckless, anglofono per "temerario" (versione riduttiva della parola, che viene dal verbo reck che significa tenere in considerazione  e quidi equivale più che altro, abbastanza letteralmente, al nostro sconsiderato NdC), è una storia dei fratelli Grimm (stessi nomi) ambientato in un presente un po' passato che comunica con "Faerie" tramite uno specchio. In realtà io lo chiamo Faerie, ma è un fritto misto tra Shakespeare, il mondo dei jinn orientali e i nani. LO SO che un simile commento potrebbe ridurre la grandiosa bellezza del libriccino, ma voglio solo parlare dell'inizio.

Jake, fratello più grande, protegge Will, più piccolo, dalla realtà oltre lo specchio. Will, di conseguenza, rimane solo in questa parte della realtà e vede morire la madre, oltre a vivere da solo. Quando Will segue Jacob oltre lo specchio, viene ferito e rischia di mutare in un essere di pietra chiamato Goyl.

Quanto è lecito non parlare di una cosa importante ad una persona amata pensando così di proteggerla? Un figlio vorrebbe sapere quando suo padre o madre o fratello o sorella è morto? Non dipende dall'età, questo è un ragionamento ingiusto. La consapevolezza limita i danni.

martedì 21 maggio 2013 0 commenti

# 2: Testimonianze di uno zing

Innamorarsi di un completo sconosciuto nel giro di pochi secondi prima di un esame?

Io l'ho fatto.

Certe persone credono che avere un atteggiamento carino e gentile e molto affascinante sia più che innocente. Il tipo in questione ha gli occhi grandi e marroni, quel giorno indossava un maglione con le maniche a righe (stile college americano) e molta, moltissima simpatia. Io credo nei colpi di fulmine, così come credo nella castità prima del matrimonio e nei litigi dopo il matrimonio. Sono cose inevitabili, tappe obbligate del percorso. Non credo che lui se ne sia accorto - intendo del fatto che io mi sentissi veramente attratta da lui, anche se non fisicamente. Ma questo è un mio vecchio problema -, ma io sì, anche perchè mi sono accorta con mio grande orrore di stare rispondendo ad un atteggiamento flirtatorio con un atteggiamento flirtatorio.

Ritengo la cosa un fatto naturale: se a un uomo, nell'accezione "essere maschile", piace una donna, accezionata femmina, ci prova per un istinto naturale. Come quel babbione di autista per colpa del quale io mi sto realmente dannando l'anima, con la differenza che lui, l'autista, ha fatto il carino per un'intera settimana prima di dirmi che era fidanzato, mentre l'altro, il carino dell'esame, non lo vedrò mai più. 


Non ci posso fare granché. Resta comunque certo che ho avuto ancora una volta la certezza che il bello è negli occhi di chi guarda.

Ad esempio. L'autista, A., non è oggettivamente bello.  Mia sorella, che ha veramente buon gusto - beata lei! - in fatto di uomini, ha confermato che non è bello. Eppure io ho ancora una notevole secchezza delle fauci ogni volta che lo incontro.


Stupida zebra. Gli ormoni, chimicamente attratti da ciò che simile non è, fanno di testa loro. La Natura è ingiusta nei confronti del nostro cuore ed è assolutamente tiranna per la nostra testa.
mercoledì 15 maggio 2013 0 commenti

Recensione esistenzialmente pregna: Colpa delle Stelle

Domani ho un esame, ma non me ne importa più di tanto. Ho letto "Colpa delle stelle" di John Green. E' strano leggere il libro di uno scrittore che ha appena 15 anni più di te e che riesce a farti piangere. La storia è patetica: Hazel (cancro alla tiroide con notevoli metastasi ai polmoni) conosce Augustus (scampato al cancro e con una gamba in meno; in teoria fuori pericolo).Spoiler. Augustus muore per colpa del cancro e Hazel gli sopravvive.
Comunque la questione interna al libro è: tu che sai che morirai prima degli altri (... non ne sei sicuro al 100% perché esistono sempre gli incidenti, gli infarti, gli emboli etc.) e hai appena sedici anni. Quanto sopporti la pietà degli altri? La pietà degli altri è vera, sincera, perché ti compatiscono (cum - patior, soffrire insieme)... o semplicemente loro non fanno altro che ricorrere egoisticamente alla pietà per sentirsi meglio e migliori?

Insomma, ho discusso sull'argomento con mia sorella, durante le nostre discussioni filosofiche a letto, stese dalle nostre lunghe giornate, prima di addormentarci. Secondo lei, una persona malata fa bene ad arrabbiarsi se si accorge di essere compatita. E' quasi umiliante. Mia sorella poi non spara le cose così, a caso, perché è stata bocciata a scuola, sopporta pazientemente questo mondo come se fosse di sua responsabilità e ne subisce lo stress anche fisicamente. Lei si sente veramente partecipe nei confronti di color che soffrono. E così un po' mi ha convinto, perché è inutile degradare moralmente una persona solo perché è degradata fisicamente, e l'unica forma di pietà che puoi mostrare è trattare la persona malata con tutta la dignità possibile. Amen.
giovedì 2 maggio 2013 0 commenti

# 1: ta-daaaa!

Qualche giorno fa, per strada, in via Irnerio mentre cerco di raggiungere un posto dove studiare mentre aspetto la corriera. L'uomo è un maschio, sui 50 abbondanti, abbigliamento tipico del maschio romagnolo (un misto di cafoneria, fascino ed ego gigantesco): camicia sbottonata sul petto, jeans, scarpe da ginnastica firmate. Sul genere "sono-un-gran-faigo-siete-voi-villici-che-non-lo-potete-capire". E' difficile non notare un individuo del genere, specialmente se la moglie gli cammina un paio di passi indietro e sta rimirando qualcosa nella vetrina di un negozio. Comunque, al marito scoccia rimanere lì e comincia a fare quattro passi nella mia direzione e una ragazza (canottiera, minigonna vergognosamente corta e stivali!) lo supera, scutrettolando come una passeggiatrice della tangenziale. In quel mentre la moglie si volta, appena in tempo per vedere l'uomo dare una lunga occchiata di apprezzamento ai quarti posteriori della suddetta ragazza. Poi, lui si accorge che io lo sto guardando. Divertita. La scena era realmente troppo ridicola per rimanere senza spettatori. Mentre lo supero cercando di non ridere, la moglie mi vede e aggrotta le sopracciglia. Suona qualche campanellino, signora?

Di chi è la colpa? Della ragazza, vestita provocatoriamente per essere guardata? Dell'uomo, che in rispetto di un giuramento (quello coniugale) avrebbe dovuto ignorare la ragazza invece di  mancarle di rispetto fissandole le terga? Della moglie, che poi non ha reagito? Esiste veramente una colpa in questi casi? Come ragazza, vorrei dire che la colpa è dell'uomo: se ti hanno detto di non guardare, non guardi. E' una questione di principio. Tuttavia, se sei vestita come una sgualdrinella, sei tu che ti metti in certe situazioni. Ci sto pensando da giorni e non riesco a venirne a capo.
 Ad esempio, le vittime di stupro o comunque di sgradite avances, come al lavoro a scuola o per strada, sono scelte dagli uomini a prescindere dal loro abbigliamento. Ho sentito storie di ragazze violentate anche se indossavano maglie troppo larghe e jeans sformati che non sottolineavano le forme. Eppure il mondo è pieno di ragazze vestite come se si guadagnassero da vivere in un solo modo - le stesse femministe che si lamentano di essere discriminate a causa della loro femminilità-.



Quando mi verrà qualche idea proverò a ragionarci un altro po'.
 
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