lunedì 20 luglio 2015

#55: La fantastica storia dell'ottantunenne investito dal camioncino del latte

Sono ancora viva! E straordinariamente sono impelagata con una gran quantità di libri che vorrei leggere ma che non ho il tempo di leggere. Circa un mese fa (infatti dovrei controllare su OPAC SEBINA, ups!) ho preso in prestito L'amica geniale e Giulio Cesare  in una delle mie biblioteche. Il primo libro è filato bene, insomma, un libro ovviamente da recensire nel prossimo post, quindi non mi sbottono troppo. Poi siamo finiti io, mia sorella e mio fratello in un'altra biblioteca mentre aspettavamo una visita dalla dottoressa. E qui è successa la catastrofe. Perchè ora ho due libri in prestito a Medicina. Due in Sala Borsa. E cinque al mio paese. E la cosa impressionante è che:
1) mi sono appena accorta che devo leggere e restituire Giulio Cesare entro il 24.
2) sto leggendo anche parte dei libri di mia sorella.
Infatti, La fantastica storia dell'ottantunenne di J.B.Morrison, era nel SUO mucchio di libri. Vabbè, si vive una volta sola.

  La storia di per sè è triste. Frank ha appena superato la fatidica soglia degli ottantuno anni; vive da solo; la figlia vive in America con la sua famiglia. E lui sta cominciando a perdere colpi. Non è stata soltanto la morte della moglie anni prima (era lei che pensava a tutto, mentre lui faceva il dandy capellone). Così tutta la storia verte sul periodo in cui Frank riceve le visite domiciliari di un'infermiera di un'agenzia, perchè si è rotto un piede dopo essere stato investito dal camioncino del latte. Kelly Natale - ma MUOIO dalla voglia di sapere qual è la traduzione inglese!- diventa la sua assistente, e Frank crolla, perchè finalmente qualcuno si prende cura di lui e lui ha qualcosa da fare, tipo farsi bello o pulire casa o far finta di mangiare sano o andare al mare con lei. Però non ha molti soldi, perchè ha le mani bucate. Non compra nulla di utile. Buona grazia che prende qualcosa da mangiare. Non può quindi permettersi di allungare il periodo di assistenza di Kelly. Questo, aggiunto alla demenza senile, è bene o male la struttura ossea dell'intera vicenda.

Piccole considerazioni:
  • quando ho visto il titolo ho pensato subito al famoso centenario che saltò dalla finestra e scomparve. Sono rimasta completamente delusa.
  • effettivamente la storia di un vecchio che non sa cosa fare della sua vita da vecchio e si gira i pollici e si annoia non è il massimo da leggere, specialmente quando una persona del genere la si ha in casa. Papà non ha i capelli lunghi però. Comunque.
  • collegato in parte alla considerazione precedente, a me seccano da matti quei vecchi ridicoli che, invece di ringraziare Dio ogni benedetto giorno per non avere la calvizie, si lasciano crescere i capelli come femminucce e vanno al bar a bestemmiare e a fare i fichi. Sì, come se potessero.


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