Pochi libri mi commuovono. Colpa delle stelle l'ha fatto, ma ero nei miei giorni della luna e quindi i miei ormoni avevano creato nella mia mente lo stato indipendente di Lacrimolandia. In pratica, non conta come precedente. Inoltre, pochi libri influenzano preponderantemente il mio modo di agire nei confronti del mondo esterno. Memorie di una geisha ha soltanto portato davanti ai miei occhi un modello culturalmente irraggiungibile, almeno per me.
L'eleganza del riccio di Muriel Barbery mi ha commossa e ispirata.
L'eleganza del riccio di Muriel Barbery mi ha commossa e ispirata.
Le due protagoniste, Paloma Josse, dodici anni-quasi tredici, e Renée Michel, vedova e portinaia, sono entrambe creature fuori dal comune per la loro intelligenza. Quando parlo di intelligenza, intendo ciò che dice il famosissimo abate benedettino Lupo di Ferrières (su cui ho scritto la tesi di laurea, ecco perchè lo conosco!) sul modo di ricevere la propria saggezza: uno può ricercare e trovare la saggezza nei libri, per ispirazione divina o per predisposizione naturale. E chi parla è vissuto nel IX secolo (ai tempi di Carlo Magno, per intendersi). Paloma è intelligente per predisposizione naturale. Renée è intelligente perchè ha ricevuto un'illuminazione e perchè ha assecondato questo movimento del suo spirito, alimentando la fiamma tramite le letture. Inutile dire che Mme Michel è il mio personaggio preferito, non tanto per la questione giglio-nel-fango o tengo-nascosta-la-mia-intelligenza-perchè-ho avuto-traumi-infantili. Renée persevera nella sua crescita personale, non calpesta gli altri, non vive solo per se stessa -come invece, ahimè, Paloma dall'alto dei suoi quasi tredici anni fa- ma cerca inconsapevolmente un termine di paragone continuo perchè la sua intelligenza è a tutto tondo, fine e delicata. Doveva sposare Monsieur Ozu. Doveva continuare a conversare con Paloma e con Manuela. Ma non lo fa (SCINTILLIO!: perchè lei muore e io ci rimango molto male quando succede, perchè succede nel bel mezzo di un atto gratuito di bontà).
Questo libro mi ha ispirata:
- a comportarmi in modo più fine, conscia di ogni atto che compio a questo mondo;
- a parlare con attenzione per esprimere al meglio il mio pensiero;
- a incrementare le mie letture di autori russi (LO SO!), in particolare Tolstoij nonchè Lev;
- a leggere per cercare la bellezza nei libri;
- a guardarmi sempre intorno con occhi nuovi per cercare la bellezza anche dove sembra non essercene granché;
- a rileggere questo libro con una cadenza mensile per non dimenticare mai quanto sia stato importante per me leggerlo adesso e in particolare per come abbia fatto quadrare il cerchio in una situazione un po' particolare;
- infine, ad amare le camelie.










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