martedì 24 marzo 2015

#20: Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo. Il ladro di Fulmini

Non ho letto questo libro di mia spontanea volontà. Non mi è piaciuto granché. L'ho letto in fretta soltanto su richiesta del mio fratellino, che ha tredici anni e mezzo, perchè...be', diciamo che ho perso una scommessa. Ho letto il libro fra ieri pomeriggio e stamattina, quindi fa per me una specie di mezzo record, perchè sono qualcosa come trecentosessanta pagine di interesse medio-basso per una classicista purista come la sottoscritta.


Innanzitutto, gli elementi positivi:
  • la copertina (apprezzo la grafica da elaboratore elettronico);
  • la fantasia (la trasposizione dei miti nel mondo moderno ha avuto una simpatica rielaborazione. Per esempio, l'Hotel Lotus per simulare i Mangiatori di Loto di omerica memoria. Chapeau.)
  • la distorsione malata dei miti (ovvero: come gli americani reinterpretano ogni. Minima. Cosa. In chiave americana. Incredibile, lo trovo talmente ridicolo che quasi mi è simpatico.)

E ora, le note dolenti:

  • Percy Jackson si comporta come un ragazzino più grande di quello che realmente è. Sono molto dispiaciuta per questo fatto, perchè sarebbe bastato aumentare l'età anagrafica di uno o due anni. Per adesso, l'effetto è come quando si va a teatro e un'attrice è vestita da uomo perché interpreta un personaggio maschile. Insomma: puoi comportarti in ogni modo immaginabile, ma sarai sempre quello che sei (e i numeri fortunati sono 12, 23, 27 e 35!)
  • Certe elaborazioni del mito sono fatte bene, per carità, ma altre decisamente no. Dioniso. Il Campo Mezzosangue. L'Olimpo. Preferisco un'americanizzazione scritta da un inglese (i riferimenti a Neil Gaiman e ad American Gods sono del tutto casuali!) in cui il pot pourri è talmente costruito stonato e caotico che per forza ci si può infilare di tutto.
  • Non sono una fanatica delle serie: l'unica trilogia decente è Il Signore degli Anelli, i cui libri in realtà non sono altro che macrocapitoli, e i libri de Le Cronache di Narnia sono talmente carini anche letti singolarmente che risultano quasi accettabili. Per adesso, mi indispone il fatto che i libri di Percy Jackson lascino aperta la questione senza risolversi. E' quasi peggio di Sherlock Holmes. O di Harry Potter. Nelle serie i personaggi si perdono. Mutano, cambiano, evolvono; ci si affeziona a qualcuno e poi lo si odia, lo si abbandona perchè qualcun altro è più simpatico. Non sto parlando dei protagonisti, che saranno amati qualunque cosa succeda, ma dei personaggi secondari, talmente piatti da essere odiati (Clarisse) o talmente complicati da essere affascinanti (Luke).
  •  Odio questo genere di letteratura per ragazzi. Forse in inglese è un gran pezzo di bravura letteraria, ma in italiano la traduzione lascia un po' a desiderare. Io so che se non si fosse appassionato alla serie, mio fratello probabilmente non leggerebbe niente di niente e quindi meglio Percy Jackson del NULLA cosmico. Però, io so che lui continua a compiere errori di ortografia e grammatica perchè si è fermato a leggere solo Percy Jackson. Non pretendo che legga Indro Montanelli o Buttafuoco. Però...

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