Storia di una ladra di libri di Markus Zusak (mi piace troppo scrivere questo nome e non ne avrò mai abbastanza!) è ambientato nella Germania prima della Seconda Guerra Mondiale, dopo le Olimpiadi in cui Jesse Owens vinse le sue quattro medaglie d'oro. Liesel è figlia di un comunista (suppongo morto), di una donna deportata (suppongo morta) e sorella di un fratellino morto sotto i suoi occhi durante un viaggio in treno proprio all'inizio del libro (e lui è certamente morto).
La storia è narrata da un osservatore esterno, che più esterno proprio non si può: la morte. Il libro mi ha presa così tanto che sono stata svegli fino alle ore piccole nella notte fra sabato e domenica, dopo aver ricevuto il permesso da mia sorella minore. Lei dice che sono un'entità rassicurante, se leggo mentre lei cerca di addormentarsi, quindi ne approfitto. Voglio rimarcare che la Storia è scritta veramente bene, talmente bene che nonostante tutto mi è piaciuto sul serio e anche se in parte si è trattata dell'ennesima tirata sugli ebrei, non era completamente concentrato sugli ebrei. Mi sono quasi commossa, alla fine -SPOILER! Muoiono tutti tranne Liesel. E suppongo sposi Max prima di trasferirsi a Sidney. Come dico e come ripeto, Markus Zusak scrive in un modo che mi piace molto. Mentre leggevo, era come se fossi avvolta dalle sue parole, e pochi libri mi danno questa sensazione. Ultima noticina: il papà adottivo di Liesel mi sta molto simpatico, specialmente per come tratta Liesel fin dal suo arrivo.
Altre notizie su opere di Markus Zusak a presto!










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