giovedì 21 maggio 2015

#45: Big Fish

Il film ricavato da questo libro è quello con Ewan McGregor nei panni del protagonista, Mr Bloom. Effettivamente, questo è tutto ciò che so riguardo al film. Il libro invece è qualcosa di assurdamente affascinante.


  Mi piace sentire le persone raccontare se stesse. Ciò che faccio più spesso è interrogare più persone sullo stesso evento, fingendo di non saperne nulla, solo per conoscere il loro punto di vista. Quello che ognuno racconta, ha in sé la persona che lo racconta. Ogni libro è fatto così, in particolare i libri autobiografici o, come nel caso di Big Fish di Daniel Wallace, di figli che raccontano i padri. C'è una certa amarezza di fondo, che percorre tutto il libro. Il figlio di Mr Bloom sente la mancanza di un padre vero e normale, cosa che invece Mr Bloom non è. Le interpretazioni fantasiose di Mr Bloom sugli avvenimenti della sua vita, dalla nascita alla morte, non sono altro che le fondamenta della leggenda, e alla fine diventa LA LEGGENDA, pura e semplice, anche davanti a occhi pietosamente scettici. Le sue assenze dalla vita della sua famiglia, i suoi viaggi...Tutto questo insieme di lontananze non fanno altro che alimentare la fiamma delle sue storie, il suo alone epico e leggendario. Persino la sua morte, la livella, non è capace di renderlo normale. Persino la malattia, che ci rende nudi e fragili davanti a coloro che pietosamente assistono. Mr Bloom, una battuta spiritosa dietro l'altra, con la sua incapacità di rimanere serio, se ne esce con questa specie di balletto alla Fred Astaire, e infine, come Macbeth, esce di scena. Muore.

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