martedì 26 maggio 2015

#49: Estasi Culinarie

  In Estasi Culinarie Muriel Barbery si cimenta ancora nella scrittura variabile di un romanzo corale, a più voci narranti. Stavolta l'occasione non è, come nell'Eleganza del riccio, l'intreccio di due vite così lontane eppure così simili, quella di Paloma e quella di Renée, ma la morte di un personaggio già presente nella precedente opera della stessa autrice, Monsieur Arthens, il grande critico di gastronomia (il titolo originale del libro è Une gourmandise, che pressapoco significa "Una golosità", un po' come se noi italiani intitolassimo un libro come "Una leccornia", che come termine mi piace maggiormente). Questa golosità è provata da Monsieur Arthens, che in punto di morte, tradito da un cuore malato, cerca un'ultimo cibo da gustare, anche se non riesce a sviscerare precisamente questo suo desiderio. Tutto il libro fa perno su questa ricerca, all'indietro nel tempo e nella memoria, e viene accompagnato dai commenti di coloro che assistono alla sua morte, tra cui la portinaia, o una famosa chef o i figli e la moglie. Sembra quasi ridicola la richiesta finale di Monsieur, che aveva tanto disprezzato le madeleines di Proust all'inizio del suo viaggio nei ricordi di come era diventato un famoso poeta culinario, a discapito della famiglia e dei veri affetti. Questo libro è una vera opera di poesia.

0 commenti:

Posta un commento

 
;