La potenza evocativa di questo libro è incredibile. Il nome del lago Bajkal - nella ripetizione cantilenante del viaggio di Hervé per procurarsi i bachi da seta - è sempre diverso. sembra quasi di sentir raccontare una storia, di quelle vecchie, da tramandare a chi verrà dopo di noi. La donna dagli occhi non orientali, che non parla. Le lettere in caratteri giapponesi. I viaggi di Joncour. I fiori azzurri, come anelli alle dita di Mme Blanche.
Il finale è completamente il contrario di ciò che ci si potrebbe aspettare, ed è persino un lieto fine avvolto in un'immagine di morte e di addii, invece che un trionfo di romanticume.
Devo ringraziare un mio amico, nella cui casa ho visto il libro. Senza questa scintilla di curiosità non mi sarei nemmeno mai avvicinata a questo libro, che sa un po' di Madame Butterfly senza esserlo, con i piccoli bachi avvolti nei loro morbidi bozzoli che ricordano le farfalle.
Ps. Seta è anche un film con Michael Pitt e Keira Knightley. Dite che merita una sbirciatina?











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