venerdì 22 maggio 2015

#47: Addio, e grazie per tutto il Pesce

Douglas Adams, signore e signori. L'abilità di quest'uomo di spararti nel cervello una serie di immagini e storielle senza senso, in una carambola impazzita di miti e di disillusioni, mi lascia ogni. Singola. Volta. Senza fiato mentale. Chissà se i cervelli respirano. Devo dire che quando mi scappa da ridere leggendo le righe finali dei libri di Adams, così assurdamente aperte per un nuovo capitolo, non rido mai ad alta voce. E' questione di etica professionale, e anche di grande imbarazzo nel caso stia leggendo in pubblico. In corriera faccio già abbastanza la strana mentre leggo dall'ebook, non mi aiuterebbe certo ridacchiare fra me e me. Ho una nomea da mantenere.

  Quando mio fratello mi ha chiesto di che cosa trattasse Addio, e grazie per tutto il pesce, gli ho detto che parlava dei delfini che cantano all'inizio del film di Guida galattica per autostoppisti. Effettivamente, non potevo dirgli altro, dato che alla fin fine non c'è veramente scritto altro. Potevo parlargli delle acrobazie erotiche di Arthur Dent, o di Wonko l'Equilibrato. Non avrebbe però reso giustizia all'intero libro, quindi gli ho rovinato il finale dicendogli come sarebbe andata a finire. Comunque, non è successa nessuna tragedia, perchè non gliene è importato granchè - aveva già visto il film - e mi ha solo ricordato che sono indietro sulla tabella di marcia e che devo finire la serie di Percy Jackson. Mio fratello tende a essere minacciosamente tirannico quando si tratta del suo amato Peter Johnson.

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